Che differenza c'è tra tutore e curatore? - Giovanni

Gli istituti della tutela e della curatela trovano ragione nel fatto che il nostro ordinamento si preoccupa di porre rimedio alle situazioni di deficienza psico-fisica in cui può trovarsi un soggetto, preoccupandosi di predisporre degli strumenti di protezione.

I soggetti che richiedono tale protezione sono: i minori, gli interdetti, i minori emancipati e gli inabilitati.
Chi sono questi soggetti e perchè in questo ordine è presto detto.

Per MINORI e INTERDETTI --> TUTORE
Quando non vi è chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore e quando vi è un interdetto, si ricorre all'istituto della "tutela" (= insieme di poteri e doveri attribuiti ad un soggetto capace per la tutela e la cura di un minore o un interdetto, assumento le vesti di rappresentante legale dello stesso incapace)
L'ufficiale di stato civile, il notaio, il cancelliere o i parenti prossimi del minore, nei casi indicati dalla legge, devono dar notizia al giudice tutelare dei fatti da cui deriva la necessità di provvedere; dopodichè il tutore viene immediatamente nominato dal giudice tutelare.
Il giudice tutelare è l'organo preminente in questo istituto non solo perchè sceglie il tutore del minore/interdetto (nella scelta dovrà seguire i criteri di cui all'art. 348, mentre nella scelta del tutore per gli interdetti il giudice tutelare deve avere esclusivo riguardo alla cura e agli interessi del soggetto), ma anche perchè poi dà le direttive da seguire per l'amministrazione e l'educazione del soggetto sottoposto a tutela avendo funzioni deliberative, direttive, di controllo, consultive (mentre la responsabilità spetta al tutore). Il tutore ha funzioni analoghe a quelle della responsabilità genitoriale per cui dovrà amministrare i beni, rappresentare il minore e aver cura della sua persona.
Prima di assumere l'ufficio, il tutore presta giuramento dinnanzi al giudice tutelare di esercitare il suo ufficio con fedeltà e diligenza. Entro 10 giorni dalla nomina, il tutore deve iniziare la formazione dell'inventario dei beni. Poi, nella gestione, deve usare la diligenza del buon padre di famiglia (per i romani il bonus pater familias era il modello dell'uomo libero, dotato di piena capacità, possibile capo di una particolare aggregazione di soggetti, ma anche consapevole dell'importanza della propria posizione e delle proprie azioni; per il nostro ordinamento, invece, il modello del buon padre di famiglia indica l'uomo medio) e risponde dei danni arrecati in violazione dei propri doveri.
Per quanto riguarda gli atti compiuti dal tutore:
- compie da solo gli atti di ordinaria amministrazione e quelli necessari per il mantenimento del minore;
- per gli atti che eccedono l'ordinaria amministrazione, occorre l'autorizzazione del giudice tutelare;
- per gli atti di disposizione (i più importanti) occorre l'autorizzazione del Tribunale, sentito il giudice tutelare.

In seguito ad una legge del 2004, ora si consente che nella sentenza che pronuncia l'interdizione (o nei successivi provvedimenti del giudice) si possa stabilire che taluni atti di ordinaria amministrazione possano essere compiuti dall'interdetto, anche senza l'intervento o senza l'assistenza del tutore.
Meno conosciuta è la figura del "protutore" il quale, nominato dallo stesso giudice tutelare che nomina il tutore, ha due funzioni: rappresenta il soggetto quanto il suo interesse è in conflitto con quello del tutore e sostituisce ilt utore quanto questo viene a mancare (con obbligo di promuovere subito la nomina di un nuovo tutore).

Per MINORE EMANCIPATO e INABILITATO --> CURATORE
Diverso è il caso del minore emancipato e dell'inabilitato i quali vengono tutelate mediante l'istituto della "curatela" e trovano integrazione alla loro volontà mediante l'intervento di un curatore che NON ha la rappresentanza  dell'incapace (= non lo sostituisce), ma lo assiste.
Il curatore interviene solo per alcuni atti (di regola solo per rapporti patrimoniali).
Quindi, l'emancipato/inabilitato
- compie da solo gli atti di ordinaria amministrazione,
- con l'assistenza del curatore può stare in giudizio e riscuotere capitali sotto condizione di un idoneo impiego,
- con l'autorizzazione del giudice tutelare e col consenso del curatore compie gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione,
- con l'autorizzazione del tribunale, su parere del giudice tutelare e con l'assenso-assistenza del curatore, può compiere gli atti di disposizione.

Accanto alla tutela e alla curatela, altro importante istituto è quello dell'amministrazione di sostegno.
Ma questa... è un'altra storia.