Compro casa e la pago con denaro datomi dai miei genitori, che faccio? - Alessia


Bisogna partire dal presupposto che se un genitore decide di aiutare un figlio facendo un bonifico sul suo conto corrente (in tal caso col fine che sia il figlio stesso a pagare la casa utilizzando i soldi come prezzo della compravendita), si configura una vera e propria donazione.

Potresti dire, beh... è dove sta il problema? Nessuno. Se non che la donazione deve essere fatta con atto pubblico (= notaio... e io so cosa si pensa alla parola notaio... "€€€") e davanti a due testimoni, senza contare gli aspetti fiscali che ne derivano. Si dovrebbero quindi compiere due atti: donazione + compravendita.
Da qui sorge la domanda, che fare per evitare tutto ciò? Inutile dirlo (ma forse non così tanto), il tutto deve avvenire in modo legittimo, trasparente e con passaggi di denaro tracciabili; ma un modo più economico per fare tutto questo c'è!!!

L'unico modo per non pagare le tasse sulla donazione e non andare dal notaio è che la donazione risulti come donazione indiretta (atto che produce gli effetti economici propri della donazione, pur non essendo donazione sotto l'aspetto tecnico giuridico) finalizzata all'acquisto di un bene.
Il denaro transita attraverso un bonifico bancario o con assegni circolari (quindi, in modo tracciabile) specificando in causale il fine del trasferimento. L'atto dei genitori è compiuto con "spirito di liberalità", disinteressato e spontaneo, ma questo spirito deve essere verificato dall'Agenzia delle Entrate mostrando gli estremi del passaggio di denaro e l'atto di compravendita (avviene spesso che il figlio non abbia un reddito sufficiente a giustificare l'investimento effettuato, quindi è utile far risultare espressamente, di fronte al fisco, che i soldi vengono dai genitori).

Detto questo: per far in modo che la donazione fatta dal genitore al figlio si configuri come donazione indiretta e far sì che l'Agenzia delle Entrate ritenga valida la giustifcazione di tale operazione è necessario che nell'atto di compravendita venga specificato che il denaro impiegato per pagare il venditore è stato messo a disposizione dell'acquirente (figlio) dai genitori. Questo vuol dire che il notaio deve fare menzione della donazione indiretta nell'atto di compravendita.
Menzionare la provenienza del denaro può essere opportuno anche sotto il profilo successorio, per evitare di creare disparità non desiderate tra i figli (a meno che il beneficiario non sia figlio unico).

Concludo con un pensiero alla notaia, mia dominus, che negli atti di donazione non dimentica mai di inserire la formula di stile relativa al donatario "che con animo grato accetta e riceve" solo per ricordare di dire GRAZIE.