ABUSI EDILIZI - Reati urbanistico-edilizi, regime sanzionario e sanatoria

10.05.2018

Vediamo quali sono le conseguenze nel caso in cui non si rispettino le prescrizioni dettate dagli strumenti urbanistico-edilizi previsti nel nostro ordinamento.

L'art. 44 del Testo Unico (T.U. 380/2001) raggruppa i reati urbanistico-edilizi in tre distinte previsioni con relative sanzioni penali di diversa entità:

a) l'inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dal titolo IV dello stesso T.U., nonché dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal permesso di costruire; quindi parliamo di interventi in contrasto con la pianificazione, con il regolamento, con le altre fonti della disciplina di edificazione oppure in parziale difformità dal permesso di costruire (fattispecie punite con l'ammenda fino a 20.658€)

b) l'esecuzione di lavori in totale difformità o in assenza del permesso di costruire e la prosecuzione dei lavori nonostante l'ordine di sospensione (punite con l'arresto fino a 2 anni e l'ammenda da 10.328€ a 103.290€)

c) la lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio e gli interventi edilizi, nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico ed ambientale, effettuati in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso di costruire (punite con l'arresto fino a 2 anni e l'ammenda da 30.986€ a 103.290€).
il comune denominatore delle diverse previsioni risulta essere la condotta, ossia l'intervento (penalmente rilevante) di mutamento edilizio o urbanistico del territorio comunale, attuato con opere o con ati di rilevanza giuridica.

Aspetto rilevante è che molte fattispecie previste da questa norma costituiscono diversi illeciti che, in quanto tali, possono concorrere.
Che vuol dire? Questo significa che possono configurarsi contestualmente più fattispecie; ad esempio: nell'ipotesi di costruzione iniziata senza permesso di costruire e di prosecuzione dei lavori dopo l'ordine di sospensione, si ravvisano due autonomi reati poichè la prosecuzione dei lavori configura una nuova attività illecita.

Ok. Ma se io commetto uno di questi reati non rispettando le norme dei regolamenti o le modalità del permesso di costruire che mi è stato rilasciato... chi se ne accorge??
Beh, al fine di assicurare il rispetto delle disposizioni volte a garantire il regolare assetto urbano, l'ordinamento ha previsto sistemi di vigilanza e repressione degli abusi edilizi!
L'art. 27 (sempre del T.U.) prepone alla vigilanza sull'attività urbanisitco-edilizia su tutto il territorio comunale il dirigente o, qualora il Comune non sia dotato di ruoli dirigenziali, il responsabile del competente ufficio comunale.
Inoltre, l'art. 35 (T.U., non ve lo dico più) prevede che questa competenza comunale sussiste anche qualora gli abusi edilizi vengano realizzati su suoli del demanio, del patrimonio dello Stato o di enti pubblici (salvo "il potere di autotutela dello Stato e degli enti pubblici territoriali, nonché quello di altri enti pubblici, previsto dalla normativa vigente"). Diverso è il caso in cui l'opera sia stata realizzata da un'amministrazione statale perchè, in tal caso, il dirigente/responsabile dell'ufficio comunale informa immediatamente la Regione ed il Ministero al quale compete, con il presidente della giunta regionale, l'adozione dei provvedimenti necessari.
Il segretario comunale redige e pubblica mensilmente (= affissione nell'albo ocmunale) i dati relativi agli immobili e opere realizzati abusivamente e trasmette questi dati all'autorità giudiziari competente, al presidente della giunta regionale e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
L'attività di vigilanza è svolta anche dalla Polizia locale qualora l'inosservanza delle norme sia constata dai competenti uffici comunali, su denuncia dei cittadini (quindi: occhio ai vicini di casa!), oppure procedendo a controlli di propria inziiativa (es. compiendo verifiche a campione fra i cantieri attivi sul territorio comunale). Gli agenti di Polizia locale, qualora accertino la violazione in materia urbanistico-edilizia, devono informare il dirigente o il responsabile dell'ufficio che ordinano l'immediata sospensione dei lavori.

Per quanto riguarda il regime sanzionatorio, le sanzioni previste per gli illeciti in materia urbanistico-edilizia sono sia amministrative (pecuniare e non, come il caso di demolizione, riduzione in pristino, confisca...) che penali.
Bisogna menzionare gli ulteriori reati previsti dal T.U. in materia di opere in conglomerato cementizio armato (artt. 71-75): lavori abusivi, omessa denuncia dei lavori, responsabilità del direttore dei lavori, responsabilità del collaudatore, mancanza del certificato di collaudo. Questi sono puniti con la pena dell'ammenda, oppure dell'ammenda in alternativa all'arresto.

Bene. Detto questo. Mettiamo il caso che leggendo questo articolo ci siamo accorti di aver commesso un abuso edilizio e ora sappiamo che possiamo "essere scoperti". Spacciati?? Nah, c'è una "scappatoia"!
È prevista una sanatoria per le opere e i manufatti realizzati in assenza di titolo edilizio: fino al termine concesso dal dirigente o dal responsabile dell'ufficio e, comunque, fino all'irrogazione della sanzione amministrativa, il responsabile dell'abuso può ottenre il rilascio del permesso in sanatoria.
Occorrerà la doppia conformità dell'intervento: l'intervento deve risultare conforme alla disciplina edilizia ed urbanistica vigente sia al momento della sua realizzazione, sia al momento della presentazione ella domanda (quindi possono essere oggetto di tale sanatoria solo gli abusi edilizi formali per porre rimedio ad opere realizzate in mancanza del titolo abilitativo idoneo a legittimare quell'intervento. Se avete realizzato un intervento che non potevate proprio realizzare... non potete usufruire di questa possibilità). Sulla richiesta di permesso in sanatoria il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale si pronuncia con adeguata motivazione entro 60 giorni decorsi i quali la richiesta si intende rifiutata.
(Ovviamente) il rilascio di tale permesso in sanatoria è subordinato al pagamento del contributo in misura doppia a titolo di oblazione. Ok, si deve pagare, ma il vantaggio connesso al rilascio in sanatoria del permesso di costruire è evidente consentendo di estinguere i reati  ed evitando la rimozione o la demolizione dell'opera, ad esempio.


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