EREDITÀ DANNOSA - Debiti ereditari? Accettazione, beneficio di inventario e rinunzia all'eredità.

24.04.2018

Abbiamo visto come capire se siamo eredi legittimi o meno, ma (prima di correre in banca a riscuotere quanto ci spetta) potrebbe essere utile chiedersi in cosa consista il patrimonio dell'eredità che siamo chiamati a ricevere.
Sappiamo che "i debiti si ereditano", ossia che gli eredi contribuiscono al pagamento dei debiti ereditari (in proporzione alle loro quote ereditarie). L'ipotesi cui facciamo riferimento è delicata e non così rara. Facciamo un esempio: lo zio Bepi (ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale... è solo che son veneziana, capitemi) soffre di ludopatia e si gioca tutto, muore e, in eredità, lascia solo TANTI DEBITI! Che fare???
Per fortuna il nostro ordinamento ha previsto strumenti che ci possono tutelare ed è giusto esserne a conoscenza.

Iniziamo dal punto di partenza: l'eredità si acquista con l'accettazione (diritto di accettare l'eredità che si prescrive in 10 anni). Ci sono ipotesi di acquisto senza accettazione (possesso dei beni ereditari, sottrazione dei beni ereditari e acquisto da parte dello Stato), ma, tralasciando queste eccezioni, vediamo come funziona generalmente l'acquisto dell'eredità.
Dicevamo... L'eredità deve essere accettata e l'accettazione può essere di due tipi:

  • espressa, consiste in una dichiarazione (contenuta in un atto pubblico o scrittura privata autenticata) diretta a produrre, come effetto, l'acquisto dell'eredità stessa;
  • tacita. Se in passato avete ereditato ma non ricordate di aver fatto alcuna accettazione e non capite di cosa stia parlando o state temendo di non essere mai stai riconosciuti come eredi dall'ordinamento, non abbiate paura!! Molto probabilmente avete accettato l'eredità tacitamente, ossia avete compiuto atti che presuppongono una volontà di accettare o che non avreste avuto diritto a compiere se non nella qualità di erede. Alcuni esempi sono individuati già dalla legge come la donazione, la vendita o la cessione dei diritti di successione ad un estraneo e la rinuncia dei diritti successori verso corrispettivo.
    Mi spiego: se cedete un bene che fa parte dell'eredità che siete chiamati a ricevere e che non siete ancora convinti di accettare (perchè avete dubbi sulla presenza di passività), ormai vi siete comportati da eredi e la legge, da questa condotta, fa discendere l'effetto di una accettazione dell'eredità (per questo è bene leggere LaGiuristaTascabile).
  • Ultima cosa relativa all'accettazione riguarda la sua pubblicità. È prevista la trascrizione dell'accettazione dell'eredità (se espressa, si opera in base alla dichiarazione fatta dal chiamato; se tacita, il chiamato può chiedere la trascrizione sulla base dell'atto che importa accettazione tacita) cui funzione ed effetto sostanziale riguarda l'efficacia delle successive trascrizione o iscrizioni eseguite a carico dell'erede e relative ai beni dell'eredità.

    Bene, adesso sappiamo che, se siamo chiamati all'eredità, abbiamo il diritto di accettarla (e 10 anni di tempo per farlo). Ma come capiamo se ci conviene accettare?? E soprattutto... se scopriamo che l'eredità è costituita in gran parte da debiti che non vogliamo pagare, che possiamo fare?

    Possiamo accettare l'eredità con beneficio di inventario (accettazione beneficiata)! Cioe?
    L'accettazione con beneficio di inventario (sempre accettazione espressa) si fa mediante dichiarazione ricevuta da un notaio o da un cancelliere (del tribunale del circondario in cui aveva l'ultimo domicilio il defunto); dichiarazione che viene inserita nel registro delle successioni conservato presso il Tribunale e trascritta, entro un mese dall'inserzione, presso l'ufficio dei registri immobiliari (pubblicità-notizia che ha lo scopo di informare della situazione gli eventuali creditori).
    Successivamente viene, quindi, redatto l'inventario (con tempistiche diverse a seconda che il chiamato sia o meno in possesso dei beni) con lo scopo di accertare la consistenza del patrimonio ereditario, individuare le attività e le passività (questi famosi debiti) ed elencarle in un apposito documento. Ma il beneficio non consiste solo nel permettere di "conoscere" la situazione patrimoniale: con l'inventario, infatti, si determinano i limiti entro i quali l'erede risponderà dei debiti del defunto e si evita che i beni ereditari possano confondersi con quelli dell'erede.
    Mi spiego meglio.
    L'effetto dell'accettazione con beneficio di inventario è quello di non produrre la confusione dei patrimoni (quello dell'erede e quello dell'eredità), cosicchè l'erede paghi i debiti ereditari solo entro il valore dei beni a lui pervenuti (= solo con quanto ricevuto dall'eredità... e mi sembra un'ottima soluzione no?).
    La ragione per cui la legge consente tale possibilità all'erede è chiaro (se fossi un politico-legislatore potrei dire che si è voluto facilitare l'accettazione per l'interesse sociale che vi sia sempre un erede e che vi sia continuità nei rapporti giuridici... ma non lo sono): si vuole evitare che, in caso di eredità oberata di debiti, il chiamato sia indotto a rinunziare con la conseguenza che il compito della liquidazione gravi sullo Stato.
    Anche l'inventario deve essere reso pubblico con l'inserzione nel regsistro delle successioni (non viene trascritto, invece, nei registri immobiliari).
    Se, dopo aver dichiarato di accettare l'eredità con beneficio di inventario, non viene redatto alcun inventario... si verrà considerati "eredi puri e semplici" e non si produrrà alcuna limitazione della responsabilità.

    Piccola precisazione: l'accettazione beneficiata è una facoltà per qualsiasi chiamato all'eredità; ci sono alcuni soggetti, determinati dalla legge, per i quali, invece, questo tipo di accettazione è un obbligo (incapaci, persone giuridiche diverse dalle società, associazioni, fondazioni ed enti non riconosciuti).

    Brevemente, un altro strumento previsto dalla legge per tutelarci in caso di eredità dannosa è rappresentato dalla possibilità di rinunciare all'eredità.
    Con la dichiarazione di rinuncia (ricevuta da un notaio o dal cancelliere e inserita nel registro delle successioni), il chiamato all'eredità manifesta la propria volontà di non acquisire quanto gli spetterebbe.
    Le ragioni che possono portare a rinunciare possono essere le più svariate (non credo di dovermi dilungare sui guai familiari o finanziari che possano spingere una persona a non voler acquistare l'eredità).
    Il legislatore non dispone nulla per quando riguarda il tempo della rinunzia, sembra però doversi ritenere che la rinuncia possa essere validamente compiuta nello stesso termine stabilito per l'accettazione (10 anni).
    Inoltre, si decade dal diritto di rinunziare (= si perde la possibilità di rinunciare) se:
    - il chiamato è nel possesso dei beni ereditari e, non compie l'inventario nel termine prescritto,
    - il chiamato possessore, pur avendo compiuto l'inventario, non manifesta la volontà di accettare nel termine prescritto,
    - i chiamati sottraggono o nascondono beni spettanti all'eredità stessa.



    LaGiuristaTascabile
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