I LEGITTIMARI, la quota di legittima e la quota disponibile - Chi sono i legittimari? Quale quota spetta loro e come viene tutelato il loro diritto?

20.08.2018

Nell'ambito del fenomeno successorio, determinati congiunti vengono  particolarmente tutelati dalla legge nel senso che viene loro riservata una rilevante quota dell'asse ereditario stante il rapporto di stretta familiarità che li lega al defunto.
Vediamo quali sono questi (pochi) soggetti, quale quota spetta loro e con quali strumenti questa viene garantita.


Prima di tutto, stiamo parlando dei cosiddetti LEGITTIMARI o "eredi necessari" e si tratta di pochi stretti congiunti, in particolare:
- coniuge / componente di una unione civile
- discendenti
- (in mancanza di discendenti) ascendenti.

Una parte del patrimonio ereditario è, appunto, riservata a queste categorie di familiari e tale quota viene denominata QUOTA DI LEGITTIMA: una quota indisponibile nel senso che, durante la sua vita, il de cuius non ne può disporre e non può intaccarla, nè con donazioni nè con la redazione di un testamento nel quale tali congiunti siano preteriti (non menzionati, dimenticati) o, addirittura, diseredati.
Chiaro che ciò che la legge vuole impedire è che il de cuius possa preferire qualcun'altro, attentando alle (legittime) aspettative dei suoi congiunti più stretti.

Quindi se c'è un fratello, un amico, un'associazione al quale vogliamo lasciare tutto, lo possiamo fare? NO, se ci sono legittimari.
Ok, non possiamo lasciare tutto il patrimonio ad altri soggetti, ma una quota si, la cosiddetta QUOTA DISPONIBILE (in contrapposizione a quella destinata necessariamente ai stretti congiunti). SI tratta della quota del patrimonio ereditario che l'anziano padre può lasciare legittimamente alla badante, senza intaccare i diritti dei figli... per capirsi.

Le quote sono calcolate in percentuali sui beni del defunto per cui è matematicamente impossibile che tutto il patrimonio venga assorbito dalla legittima e non resti nulla liberamente disponibile. La legge non dice espressamente qual è la quota disponibile, ma specifica la quota di legittima per cui è sufficiente sottrarre, dal patrimonio complessivo del defunto, la quota di legittima.

Diamo un po' di numeri per capire la consistenza di queste quote.

Se unico legittimario è il coniuge/compagno da unione civile:
- al coniuge spetta metà del patrimonio ereditario (ed il diritto di abitazione sulla casa coniugale)
- la restante metà dell'asse ereditario è la quota di cui, invece, si può disporre
[½ quota di legittima del coniuge + ½ quota disponibile]

Se vi sono il coniuge/compagno e un solo figlio:
- al coniuge è riservato un terzo dell'eredità (ed il diritto di abitazione sulla casa coniugale)
- al figlio unico spetta un altro terzo dell'eredità
- l'ultimo terzo del patrimonio ereditario è la quota di cui si può disporre
[1/3 quota del coniuge + 1/3 quota del figlio + 1/3 quota disponibile]

Se vi sono il coniuge/compagno e più figli:
- al coniuge spetta un quarto del patrimonio ereditario (ed il solito diritto di abitazione sulla casa coniugale)
- metà patrimonio, invece, spetta ai figli che si divideranno questa quota in parti uguali tra loro
- il restanto quarto è la quota disponibile
[¼ quota del coniuge + ½ quota dei figli + ¼ quota disponibile]

Se manca il coniuge e vi è un unico figlio:
- al figlio unico va metà del patrimonio
- della metà restante si può liberamente disporre
[½ quota di legittima del figlio unico + ½ quota disponibile]

Se vi sono più figli:
- due terzi dell'eredità vanno ai figli (quota che viene divisa tra loro in parti uguali)
- un terzo del patrimonio è la quota disponibile
[2/3 quota dei figli + 1/3 quota disponibile]

Se unici legittimari sono i genitori (o, in loro mancanca, altri ascendenti):
- ai genitori spetta un terzo dell'eredità
- dei restanti due terzi si può liberamente disporre
[1/3 quota dei figli + 2/3 quota disponibile]

Ricapitolando, graficamente.

Tenete sempre presente che una cosa è il diritto, altra cosa è la realtà...
Nel momento in cui viene stipulata una donazione o viene redatto un testamento che va a ledere i diritti dei legittimari, tali atti NON sono invalidi o inefficaci: sono pienamente validi fino al momento in cui l'erede legittmario pretermesso (dimenticato), leso o diseredato non agiscano in giudizio.
È infatti prevista una tutela per i legittimari costituita dall'azione di riduzione delle donazioni o delle disposizioni testamentarie che siano andate a ledere la famosa quota di legittima (azione che si prescrive in 10 anni).




LaGiuristaTascabile
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Hai letto questo brillantissimo articolo ma qualcosa non ti è chiara o vuoi ulteriori precisazioni sull'argomento? Scrivimi!!