I PATTI SUCCESSORI - Cosa sono e perché sono vietati

22.10.2018

Chiariamo subito di cosa stiamo parlando. Accordi del tipo: «Ti vendo la casa a condizione che tu mi nomini tuo erede o mi lasci la moto» o «Ti nomino erede se mi assisti durante la mia vecchiaia» o, ancora, «Quando morirà nonno ti cederò la mia parte di eredità o la mia metà della casa che lui ci lascerà», sono accordi NULLI

L'art. 458 c.c., disciplina i patti successori e pone il divieto generale di disporre della propria successione, o di disporre di diritti che a una persona possono spettare su di una successione non ancora aperta o la rinunzia degli stessi.
Premessa d'obbligo perché la norma sembra dirci già tutto.... ma, forse, è utile qualche chiarimento.  

I patti successori si distinguono in tre tipologie:

  1. il patto successorio istitutivo: un soggetto dispone della propria successione a mezzo di un contratto con il quale nomina erede/legatario l'altra parte contrattuale. 
    In che senso? Non posso nominare qualcuno mio erede?
    Si, certo! Ma non mediante un contratto (patto) con il quale ci si vincola a futuri eredi: l'unico strumento idoneo è il testamento.
  2. il patto successorio dispositivo: un soggetto dispone di un diritto che gli spetta su di una successione non ancora aperta (cioè un diritto di cui crede sarà titolare in seguito alla morte e apertura della successione di un altro soggetto);
  3. il patto successorio rinunciativo: un soggetto rinuncia a una eredità a lui spettante su di una successione non ancora aperta.


Non è difficile cogliere il FONDAMENTO DEL DIVIETO e, quindi, i motivi che stanno alla base della scelta del legislatore di vietare accordi di questo tipo. Almeno i più evidenti.

Importante è ricordare che le fonti della successione sono solo due: legge e testamento.
Per cui, un contratto con il quale si dispone della successione (propria o di un altro soggetto, non ancora aperta) è inammissibile, in primo luogo, stante la tipicità della delazione (che può essere solo legittima o testamentaria, appunto).

Altro motivo è legato alla tutela della libertà testamentaria e alla centralità della volontà del de cuius. Il testatore non deve essere in alcun modo condizionato nella redazione delle sue ultime volontà e, a maggior ragione, da un vero e proprio contratto stipulato mentre era in vita.
Altro aspetto legato alla tutela della libertà testamentaria è quello relativo alla revocabilità del testamento: proprio per garantire al testatore massima libertà, si è tutelata la possibilità di "cambiare idea" e revocare precedenti disposizioni testamentarie. Questa possibilità verrebbe meno se della successione si disponesse per contratto perché questo sarebbe irrevocabile unilateralmente.


In realtà il tema dei patti successori è vasto e non è sempre così semplice perché la casistica è ampia e le figure affini sono molteplici (e discusse) così come le fattispecie particolari ammesse.

Una piccola parentesi però relativa ad un'altra figura di patto successorio. 
I patti successori si possono manifestare anche con un'efficacia obbligatoria = patti successori obbligatori. Ok, mi spiego.
Un soggetto si obbliga a fare un atto con il quale disporrà della propria successione oppure un atto con il quale disporrà di diritti che gli spettano su di una successione non ancora aperta o la rinunzia agli stessi. Qualora si riscontri un patto successorio obbligatorio, è necessario valutare la validità dell'atto esecutivo successivo. 
Esempio: Tizio si obbliga con un contratto a redigere un testamento con il quale nominerà suo erede Caio; se il testamento è stato redatto in esecuzione dell'obbligo assunto precedentemente dovrà essere considerato invalido; mentre nel caso il testamento sia stato redatto in modo libero e quindi non in esecuzione al precedente obbligo il testamento sarà valido. 

In conclusione, assicuratevi che nel testamento la nonna scriva "Lascio tutto a mia nipote perché è tanto buona e cara" e NON "Lascio la casa a mia nipote perché gliel'ho promesso se mi fosse venuta a trovare tutti i giorni".


Infine, mettiamoci dall'altro lato, ossia nei panni di colui che rimane a bocca asciutta perché lo zio si era messo d'accordo col cugino di nominarlo erede e così ha fatto.
Chiunque può ricorrere al giudice per far dichiarare nullo il patto successorio e lo può fare in qualsiasi momento poiché non esistono termini massimi entro cui agire. 
Ad agire può essere anche la persona che prima ha sottoscritto il contratto con cui si è impegnato a devolvere la propria eredità a un altro soggetto e poi ci ha ripensato (tiè).





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