INDEGNITÀ A SUCCEDERE - Quando la legge considera un soggetto immeritevole di succedere

29.08.2018

L'indegnità è una causa di rimozione dall'eredità che colpisce il chiamato all'eredità che si sia reso colpevole di condotte tassativamente indicate dalla legge (art. 463 del c.c.) e che si fonda su un giudizio morale per cui il soggetto viene ritenuto immeritevole.

Al rigurardo si parla di sanzione civile avente fondamento pubblicistico perché si considera socialmente ingiusto il perseguimento di un vantaggio patrimoniale di un soggetto che ha commesso un fatto illecito o una condotta antigiuridica.
È chiara, quindi, la ratio di questa norma: si prevede di escludere un soggetto dall'eredità perché, in base alla sua condotta nei confronti del defunto, si ritiene che non sia meritevole di succedere (indegno, appunto).

Prima di capire cosa comporta l'indegnità e come si consegue, vediamo subito quali sono le cause di indegnità (non preoccupatevi, si tratta di condotte gravissime... non basta tornare a casa tardi la sera o rispondere male ai genitori per essere considerati immeritevoli).

Le cause di indegnità si possono dividere in due gruppi:

  • Colpe gravi commesse verso la persona del de cuius o verso il coniuge, il discendete o l'ascendente di questo (attentato alla personalità fisica o morale)

Per cui, ai sensi dell'art. 463, è indegno chi:

1.  ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta, o il coniuge, o un discendente, o un ascendente della medesima, purché non ricorra alcuna delle cause che escludono la punibilità a norma della legge penale- omicidio o tentato omicidio

2. ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge dichiara applicabili le disposizioni sull'omicidio (es. istigazione al suicidio)

3. ha denunziato una di tali persone per reato punibile con l'ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni, se la denunzia è stata dichiarata calunniosa in giudizio penale; oppure ha testimoniato contro le persone medesime imputate dei predetti reati, se la testimonianza è stata dichiarata, nei confronti di lui, falsa in giudizio penale - calunnia o falsa testimonianza per reati di determinata gravità

3bis essendo decaduto dalla potestà genitoriale nei confronti della persona della cui successione si tratta, non è stato reintegrato nella potestà alla data di apertura della successione della medesima - decadenza dalla responsabilità genitoriale

  • Offese alla libertà di testare del de cuius o al testamento stesso (attentato alla libertà di testare)

Per cui è indegno chi:

4. ha indotto con dolo o violenza la persona, della cui successione si tratta, a fare, revocare o mutare il testamento, o ne l'ha impedita - chi induce, con dolo o violenza, a fare, revocare o modificare un testamento

5. ha soppresso, celato o alterato il testamento (valido) dal quale la successione sarebbe stata regolata

6. ha formato un testamento falso o ne ha fatto scientemente uso (a meno che chi risulta indegno non provi che il contenuto delle disposizioni corrispondeva alla volontà del defunto e che questi aveva consentito alla compilazione della scheda da parte di lui nell'eventualità che egli non fosse riuscito a farlo).

L'indegnità ha carattere
- relativo --> perché impedisce all'indegno di succedere solo alla persona che offeso (non di succedere, in generale, a chiunque)
- personale --> riguarda solo l'indegno, non anche coloro che possono succedere ad esso per rappresentazione. In seguito alla dichiarazione di indegnità operano, infatti, gli istituti della sostituzione, della rappresentazione o dell'accrescimento e, qualora non ricorrano i presupposti dei suddetti istituti, l'eredità si devolve agli eredi legittimi del de cuius.

Aspetto importante è che l'indegnità non si consegue automaticamente ma è necessaria una sentenza del tribunale (avente natura dichiarativa o costitutiva a seconda che si consideri l'indegnità una incapacità di succedere relativa o una causa di esclusione dalla successione).
Deve quindi essere avviata una causa in cui il giudice valuta il comportamento del soggetto, anche se la gravità di tale comportamento è stata già accertata in un giudizio penale precedente (es. anche di fronte alla prova dell'indegnità, costituita dalla sentenza penale passata in giudicano che condanna all'omicidio, se non si intraprende un altro giudizio volto a far dichiarare l'indegnità, il colpevole eredita normalmente, al pari di qualsiasi erede).
È necessario che l'indegno abbia accettato l'eredità, in caso contrario il giudizio viene respinto.

La sentenza che dichiara l'indegnità ha effetto retroattivo. Questo vuol dire che, una volta intervenuta la sentenza, l'indegno (che aveva accettato ed ereditato) è tenuto a restituire l'eredità ed i frutti pervenutigli dopo l'apertura della successione.
Quanto agli atti di amministrazione o dispositivi eventualmente compiuti dall'indegno in relazione ai beni ereditari: gli atti di ordinaria amministrazione restano fermi, gli atti di straordinaria amministrazione a titolo gratuito cadranno, mentre quelli a titolo oneroso restano fermi qualora sussistono i requisiti per l'applicazione della disciplina dell'erede apparente.

Legittimati a chiedere la pronuncia di indegnità sono i soggetti interessati alla successione, un altro erede che ha interesse ad escludere altri dalla successione perché potenzialmente idoneo a subentrare al posto dell'indegno. È necessario un interesse patrimoniale, non essendo sufficiente un interesse morale o familiare (non si può citare in giudizio solo perché ci si ritiene moralmente offesi dalla condotta dell'indegno, ma è necessario essere un chiamato ulteriore alla medesima successione).

È possibile perdonare l'indegno? SI.

A perdonarlo deve essere il soggetto offeso che può decidere di RIABILITARLO espressamente, con atto pubblico o con testamento (non è consentita la riabilitazione parziale e nemmeno che questa si realizzi tacitamente, per fatti concludenti). È richiesta questa riabilitazione espressa perché il fatto che l'indegno venga indicato nel testamento come erede non è sufficiente se il testatore non conosceva la causa di indegnità.




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