OMICIDIO STRADALE - Chiarimenti su questa nuova fattispecie di reato

24.07.2018

La legge 23 marzo 2016 n. 41 ha introdotto nel nostro ordinamento una nuova fattispecie di reato, il reato di omicidio stradale ex art. 589bis del codice penale.
Vediamo qual è la ratio di questa nuova previsione, la condotta incriminatrice e, soprattutto, il nuovo trattamento sanzionatorio.

Sia chiaro che, prima di questa legge, la condotta incriminata integrava comunque una condotta perseguibile penalmente: chi cagionava la morte di qualcuno, in violazione delle norme del codice della strada, veniva punito per omicidio colposo aggravato.
Ciò che aveva generato insoddisfazione dell'opinione pubblica era il trattamento sanzionatorio, considerato troppo mite nel minimo. L'applicazione della fattispecie dell'omicidio colposo aggravato presentava, infatti, un minimo edittale basso (due anni di reclusione) che spesso si traduceva nella commutazione della sanzione detentiva in pena pecuniaria (= soldi invece del carcere) o si applicava la sospensione condizionale della pena.
La ratio della nuova incriminazione è proprio quella di dare una risposta a chi lamentava una lacuna normativa e chiedeva la predisposizione di un autonomo reato di omicidio stradale (non una circostanza aggravante), in considerazione della ineffettività della pena prevista per l'omicidio colposo.

A ciò si aggiunge che si era determinata una frattura giurisprudenziale relativa al corretto inquadramento dell'elemento soggettivo tra le figure della colpa cosciente e del dolo eventuale.
Mi spiego. La questione ruota attorno all'accettazione del rischio: in caso di colpa cosciente, l'evento-morte viene immaginato dal soggetto attivo come astrattamente realizzabile (resta concretamente non voluto dall'agente il quale opera nella fiducia che quell'evento non si verificherà quale conseguenza della propria condotta); nel caso di dolo eventuale, invece, l'evento viene rappresentato dall'agente come concretamente possibile e, quindi, si ritiene che questi abbia accettato il rischio della sua verificazione nel momento in cui agisce (sostanzialmente questo equivale ad averlo voluto).
Anche questi contrasti giurisprudenziali (e la risonanza mediatica dei relativi casi) hanno fomentato nell'opinione pubblica l'esigenza di una difesa sociale dal fenomeno delle morti sulla strada e la richiesta di risposte sanzionatorie più gravi.

Bene, abbiamo capito il motivo dell'introduzione di questa nuova fattispecie di reato (che pare trasmettere più un "messaggio politico-mediatico di rassicurazione diretto a tranquillizzare i destinatari, piuttosto che ricercare ed offrire un nuovo sistema sanzionatorio equo e equilibrato idoneo a garantire una tutela effettiva dei beni giuridici implicati", per un'analisi in tal senso vi consiglio di leggere qui https://www.diritto.it/la-fattispecie-omicidio-stradale/).

Ma adesso... Vediamo qual è questo nuovo trattamento sanzionario!
(e, dopo averlo letto, non berrete più neanche un spritz durante il cenone di Natale, se poi dovete guidare)

La norma prevede che chiunque cagioni, per colpa, la morte di una persona con violazione delle norme in materia di circolazione stradale è punito con la reclusione da 2 a 7 anni.
Inoltre, l
a nuova disciplina prevede poi due fasce di pena aggravata.
a) si applica la pena della reclusione da 5 a 10 anni in caso di omicidio provocato:
- guidando in stato di ebbrezza,
- guidando sotto effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope,
- procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita,
- attraversando un incrocio con il semaforo rosso o circolando contromano,
- a seguito di una manovra di inversione del senso di marcia in prossimità di intersezioni, curve o dossi.
b) si applica la pena della reclusione da 8 a 12 anni nel caso di:
- guida in stato di ebbrezza grave (oltre 1,5 g/l)
- autisti professionista in stato di ebbrezza media (oltre 0,8 g/l) o in stato di alterazione da sostanze stupefacenti.

La pena per omicidio stradale (o lesioni personali) è aumentata se il fatto è commesso da persona non munita di patente di guida o con patente sospesa o revocata, o nel caso in cui il veicolo sia di proprietà dell'autore del fatto e tale veicolo sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria.
Un'ulteriore circostanza aggravante, ad efficacia speciale, prevede che la pena sia aumentata da un terzo a due terzi, e comunque non sia inferiore a 5 anni , nel caso in cui il conducente che abbia cagionato un omicidio stradale si sia dato alla fuga.

Omicidio stradale comporta la sanzione accessoria della revoca della patente.
In caso di omicidio stradale è possibile conseguire una la nuova patente solo dopo 15 anni (5 anni in caso di lesioni stradali). Nei casi più gravi, come la fuga del responsabile, per avere la patente di arriva ad attendere fino a 30 anni.

Domanda frequente: ci si può rifiutare di sottoporsi all'alcoltest?
Se il conducente rifiuta di sottoporsi agli accertamenti ma vi è il fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave o irreparabile pregiudizio alle indagini, allora può essere disposto il prelievo coattivo dei campioni biologici. Il decreto che dispone gli esami può essere adottato dal magistrato anche oralmente, ma deve poi essere confermato per iscritto. In tal caso, le forze dell'ordine avvertono il legale del conducente e accompagnano l'interessato al presidio ospedaliero più civino per la sottoposizione ai test (entro le 48 ore successive il pubblico ministero dovrà chiedere al gip la convalida del decreto di sottoposizione al testi e di tutti fli ulteriori provvedimenti adottati).




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