RESPONSABILITÀ GENITORIALE - Come si esercita la responsabilità genitoriale in caso di contrasto tra genitori?

27.08.2018

In seguito alle modifiche introdotte con la legge di riforma del Diritto di Famiglia (l. 151 del 1975), in attuazione del principio di parità di trattamento tra uomo e donna (quindi, tra marito e moglie, tra padre e madre) si è introdotto il concetto di potestà di entrambi i gentori, sostituendo quella che era la patria potestà (l'esercizio esclusivo del padre dei diritti-doveri di educare, istruire, mantenere ed assistere i propri figli).
Nel 2013, poi, si è modificata ancora una volta la terminologia per cui oggi si parla di "responsabilità genitoriale", per sottolineare l'aspetto più doveroso di questo ufficio.
Tali modifiche non sono solo cambiamenti formali e terminologici, ma accompagnano delle modifiche sostanziali, di contenuto e di disciplina.

Come si esercita la responsabilità genitoriale e come ci si comporta quando sorge un contrasto tra genitori?

Prima di tutto occorre cogliere una distinzione sottile, ma importante.
Una cosa è la titolarità della responsabilità genitoriale, titolarità che spetta ad entrambi i genitori (anche se non coniugati) che sono investiti ex lege di determinati poteri all'instaurarsi della filiazione.
Altra cosa è l'esercizio della responsabilità. Questo spetta al genitore che è nelle condiizoni di esercitare tali poteri, quindi, in alcuni casi, è possibile che sia solo uno dei due genitori ad esercitare la responsabilità genitoriale. Esempi?
- caso in cui un genitore decada dalla responsabilità genitoriale (in seguito alla pronuncia giudiziale per aver violato o trascurato i suoi doveri), per cui perde sia la titolarità che l'esercizio;
- caso di crisi di coppia (separazione, divorzio);
- caso di un genitore impossibilitato a causa della lontananza, incapacità o di altro impedimento.

La regola, ex art. 316, è che la responsabilità genitoriale viene esercitata di comune accordo da entrambi i genitori (tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio). Quindi, l'ipotesi paradigmatica è che il minore è soggetto alla responsabilità di entrambi igenitori a cui compete sia la titolarità che l'esercizio.

Ma come si esercitano questi diritti-doveri se non vi è il "comune accordo"?

Caso in cui la responsabilità genitoriale sia esercitata da parte di entrambi
Ciascun genitore può ricorrere senza formalità (quindi anche oralmente) al giudice competente, ossia il Tribunale ordinario (non più il Tribunale per i minorenni), indicando i provvedimenti che ritiene più idonei alla cura degli interessi del figlio minore.
Il giudice sente i genitori ed il figlio (qualora opportuno e se abbia compiuto i 12 anni) e si limita a suggerire le determinazioni che ritiene più utili, sempre nell'interesse del figlio e dell'unità familiare.
Se, dopo tale tentativo conciliativo, il contrasto tra genitori permane, allora sarà il Tribunale ad attribuire il potere di decisione al genitore che, nel caso specifico, ritiene più idoneo a curare l'interesse del figlio.
Il genitore designato si considera esercente la responsabilità in via esclusiva per quel singolo atto: può e deve decidere se compierlo e, una volto giunto ad una decisione, dovrà richiedere le eventuali necessarie autorizzazioni previste dal legislatore per il suo compimento (es. per gli atti di straordinaria amministrazione è richiesta l'autorizzazione del giudice ex art. 320).

Caso in cui uno dei due genitori non ha l'esercizio della responsabilità genitoriale
In tal caso non si può ricorrere ai sensi dell'art. 316, seguendo il procedimento di cui sopra, ma è possibile utilizzare altri strumenti. Ad esempio, l'art. 314 consente al genitore di rivolgersi al Tribunale per chiedere di stabilire le condizioni alle quali i genitori devono attenersi nell'amministrazione.

Diverso ancora è il caso il contrasto si verifichi quando i coniugi sono legalmente separati o divorziati (a prescindere che la responsabilitàsia sia esercitata congiuntamente o disgiuntamente).
È da premettere che la responsabilità dei genitori non cessa.
Si prevede espressamente che "il figlio minore ha diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriali".
Quindi, la responsabilità genitoriale continua ad essere esercitata da entrambi i genitori: le decisioni di maggior interesse per i figli relative alla istruzione, educazione, salute e scelta della residenza abituale sono assunte di comune accordo. Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, il giudice può stabilire che i genitori esercitino la responsabilità genitoriale separatamente (qualora il genitore non si attenga alle condizioni dettate, il giudice valuta il comportamento anche al fine della modifica delle modalità di affidamento).

In tale contesto, nel momento in cui sorge un contrasto, i genitori non possono ricorrere al procedimento previsto precedentemente (art. 316) perchè competente a risolvere i conflitti è solo il Tribunale ordinario, essendo giudice della separazione o del divorzio, al quale è rimessa la decisione.

In conclusione: oggi, la regola è quella dell'affido condiviso (seguendo l'idea della bigenitorialità) alla quale può derogarsi solo ove tale applicazione risulti pregiudizievole per l'interesse del minore. Anche nei casi di esercizio esclusivo, però, la responsabilità di entrambi i genitori non è cessata; sono le modalità di esercizio che variano a seconda delle decisioni assunte dall'autorità giudiziaria.





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